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Il comune di Saint-Oyen si stende attraverso la valle dell'Artanavaz dal Colle di Barasson, verso la Svizzera, all'alto vallone di Flassin, sul versante opposto. Il tratto di fondovalle così occupato risulta di circa 2 Km. Pur essendo dunque di ridotte dimensioni, il territorio comunale possiede una notevole varietà di quote altimetriche, ambienti ed esposizioni. Dato l'andamento da ovest a est della valle, il territorio a nord del capoluogo ha una esposizione all'adret che ha facilitato lo sfruttamento agricolo, ora orientato alla foraggicoltura.


Infatti il vallone di Barasson, antica via di comunicazione con la Svizzera, assai impervio alla sua testata, si addolcisce digradando in grandi prati verdi verso il basso. Il torrente che scende attraversa il capoluogo poco a valle della Chiesa parrocchiale, in prossimità di una delle numerose e pregevoli fontane in pietra.
La foresta copre invece con regolarità il versante opposto, soprattuttp all'esterno del vallone di Flassin. All'interno del vallone, boscoso anch'esso, prati e pascoli occupano però a chiazze il versante destro fin sotto i roccioni della Gran Testa. Nessun vero villaggio sorge nel comune oltre il capoluogo, ma solo alcuni alpeggi isolati sui due versanti.
Il vasto fondovalle dalle ben preservate forme glaciali evoca con forza i dolci paesaggi delle grandi vallate turistiche "classiche" d'oltralpe: tirolo, Engadina. Ma basta salire sui sentieri attorno al paese per percepire subito la presenza dei grandi massicci valdostani: il Mont Velan, il Fallère e, salendo in quota, il Monte Bianco. Siamo in alta montagna ed anche il clima lo prova. Le precipitazioni sono abbondanti in inverno, quando la neve copre tutto il territorio di una spessa coltre bianca, che lascia il terreno soffice di umidità fino a stagione inoltrata. A questi dati naturali si è aggiunta recentemente l'installazione di rete per l'irrigazione a pioggia che copre l'intero territorio comunale.
In questo modo Saint-Oyen può ormai presentarsi, d'estate, come uno dei più verdi e fioriti comuni valdostani e, d'inverno, fra i più bianchi.
Grandi pareti di piccole pietre a vista grigio-bli e beige dominano dunque le stradine del paese, ricco altresì di archi alle porte e di altre complesse soluzioni architettoniche in pietra ed in legno. Oltre alla statale, sulla quale si affacciano la Chiesa, l'albergo, il municipio, il Centro Anziani, due bar-ristoranti ed un negozio (dietro alla Chiesa), il borgo si stende lungo la rue Verraz, la rue Pellissier, la rue Chavanne e la rue de la Montée. Lungo quest'ultima si trova l'antica abitazione di un religioso del XVIII secolo, Jean-Antoine Pellissier, nato qui e morto a Napoli in odore di santità. I suoi resti si trovano nella Chiesa parrocchiale.
Rue Verraz, perpendicolare alla statale e quindi in discesa verso il fondo valle, ha inizio nei pressi della Chiesa e collega al centro un nucleo di costruzioni per così dire periferiche, ma importantissime nella storia del Comune e di tutta la Valle: il complesso di Château Verdun.

La visita.
 

Le grandi dimensioni sono paradossalmente la caratteristica del piccolo comune di Saint-Oyen. A ruoli tradizionalmente importanti sul territorio per posizione geografica ed attività economiche, corrispondono infatti grandi edifici, sovente di aspetto monumentale, per lo più in buono stato o restaurati con una certa attenzione alle consuetudini e allo stile locale. L'imponenza delle costruzioni civili regge il confronto con la bella Chiesa parrocchiale, originariamente (XII secolo) affidata ai canonici del Gran San Bernardo e dedicata appunto a Saint Oyen, abate del VI secolo a St-Claude du Jura.
La più diffusa pietra locale è un micascisto scuro del Carbonifero, ma si trovano comunemente altri tipi di pietra lasciati dai ghiacciai: conglomerati chiari, gneiss e quarziti della serie del Gran San Bernardo, così chiamata dai geologi svizzeri ed ora da tutti gli specialisti.
Il Paese

Tali materiali si prestano piuttosto bene ad essere sovrapposti l'un l'altro nelle costruzioni, dato lo spacco abbastanza regolare e la sufficiente tenacia, anche se non è facile trovare blocchi di grandi dimensioni.




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